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Il mal d'orecchio dei bambini: quanto dura e cosa fare nell'attesa

Il tuo bambino si sveglia di notte piangendo e si tira l'orecchio, oppure il pediatra durante una visita di routine ti dice che ha un'otite.

Un genitore tiene un libro illustrato mentre un bambino si avvicina, visti di spalle.

Il tuo bambino si sveglia di notte piangendo e si tira l'orecchio, oppure il pediatra durante una visita di routine ti dice che ha un'otite. È una delle cose più comuni dell'infanzia: quasi tutti i bambini, entro i primi anni di vita, ne hanno almeno un episodio, e alcuni ne hanno più di uno. Non significa che qualcosa non va nel tuo bambino: dipende semplicemente da come è fatto l'orecchio a quell'età.

Il canalino che collega l'orecchio medio al naso e alla gola, quello che regola la pressione dell'aria dentro l'orecchio, nei bambini piccoli è più corto e più orizzontale rispetto a quello di un adulto. Questo lo rende meno efficiente nel drenare e nel ventilare, e insieme a un sistema immunitario ancora giovane spiega perché i primi anni sono quelli più a rischio, soprattutto tra i sei mesi e i due anni. Con la crescita, l'orecchio cambia forma e gli episodi diventano via via più rari.

Quanto dura davvero

Quando si parla di "quanto dura l'otite" in realtà si stanno chiedendo tre cose diverse, ed è utile tenerle separate perché seguono tempi diversi.

Il dolore di solito è la parte più breve: già nelle prime ventiquattro ore la maggior parte dei bambini sta meglio o è già guarita dal fastidio acuto, che il pediatra abbia dato o meno un antibiotico.

I sintomi nel loro insieme, febbre compresa, tendono a risolversi da soli in pochi giorni: in genere entro una settimana il quadro è chiuso. Se il pediatra prescrive un antibiotico, il miglioramento arriva spesso un po' prima, nel giro di due o tre giorni.

Il liquido nell'orecchio è la parte più lenta, e anche quella che genera più preoccupazione perché resta anche quando il bambino sta già bene. Dopo che l'infezione è passata, è normale che un po' di liquido rimanga intrappolato nell'orecchio medio per settimane, a volte per qualche mese: non è un segno che l'infezione è tornata, è solo il tempo che il corpo si prende per riassorbirlo. Nella grande maggioranza dei casi scompare da solo, un po' alla volta.

Cosa fare mentre aspetti

Se il pediatra ha scelto di aspettare prima di dare un antibiotico, è una scelta comune e ragionata, non una mancanza di attenzione: spesso il corpo del bambino risolve l'infezione da solo, e tenere l'antibiotico come opzione di riserva evita di usarlo quando non serve davvero.

Nel frattempo, la cosa più utile è seguire le indicazioni che il pediatra ti ha dato per gestire il dolore, senza aggiungere di tua iniziativa gocce per le orecchie o rimedi naturali: quello che sembra innocuo può comunque interferire o semplicemente non essere di aiuto, meglio chiedere prima. Tieni d'occhio come sta il bambino nei giorni successivi: se il fastidio non accenna a migliorare entro tre giorni, o se peggiora chiaramente, è il momento di sentire di nuovo il pediatra. E se avete concordato un controllo entro quarantotto o settantadue ore, prova a restare raggiungibile in quella finestra.

Quando vale la pena richiamare il pediatra

Nella maggior parte dei casi l'otite si risolve senza complicazioni, quindi non c'è bisogno di vivere questi giorni con il fiato sospeso. Detto questo, ci sono alcune situazioni in cui ha senso sentire di nuovo il pediatra, anche fuori dai controlli già fissati: se il bambino ha meno di sei mesi, se dopo tre giorni non si vede nessun miglioramento, se compare gonfiore o dolore dietro l'orecchio insieme a febbre alta o mal di testa, se noti una parte del viso che si muove in modo strano, o se il bambino sta male in generale e non solo per l'orecchio. Anche una perdita di liquido dall'orecchio che continua per più di due settimane merita una parola con il pediatra.

Se l'orecchio resta "ovattato"

A volte, passata l'otite, il bambino sembra sentire un po' meno o dice che l'orecchio è come chiuso. È quasi sempre il liquido residuo di cui parlavamo prima, e nella maggior parte dei casi si riassorbe da solo nelle settimane successive senza bisogno di fare nulla. Se però questa sensazione di orecchio ovattato dura da un paio di mesi, parlane con il pediatra: potrebbe suggerire un semplice controllo dell'udito, giusto per avere la certezza che tutto stia tornando come prima.

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