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Il rumore sul lavoro: come proteggere le tue orecchie senza diventare paranoico

Se lavori in un capannone, in un cantiere, vicino a un motore o a un impianto che ronza tutto il giorno, probabilmente a un certo punto hai smesso quasi di sentirlo.

Cuffie antirumore appese a un gancio su una parete tinta unita.

Se lavori in un capannone, in un cantiere, vicino a un motore o a un impianto che ronza tutto il giorno, probabilmente a un certo punto hai smesso quasi di sentirlo. È normale: l'orecchio si abitua, ma le orecchie non si abituano davvero, continuano a incassare quel rumore ora dopo ora. Ed è proprio l'esposizione continua, più che un singolo botto forte, la cosa che nel tempo può stancare l'udito.

La buona notizia è che è un rischio conosciuto e gestito bene, con regole chiare pensate apposta per chi lavora in ambienti rumorosi. Non serve diventare esperti di acustica per stare tranquilli: basta sapere due o tre cose e usare gli strumenti che di solito l'azienda ti mette già a disposizione.

Perché non basta "farci l'orecchio"

Il rumore forte stanca l'udito in due modi diversi. C'è il rumore intenso e prolungato, quello di una giornata intera vicino a un macchinario, che con gli anni può logorare piano piano la sensibilità dell'orecchio. E c'è il rumore improvviso e violento, un colpo secco, un'esplosione, uno scoppio, che può fare danno in un istante, indipendentemente da quanto dura.

Per questo la protezione dell'udito sul lavoro guarda a entrambe le cose: quanto rumore c'è in media durante la giornata, e se ci sono picchi isolati particolarmente forti.

Cosa succede, in pratica, in un ambiente rumoroso

Dove il rumore è più presente, di solito le cose funzionano così, un passo alla volta.

Quando l'ambiente è abbastanza rumoroso da meritare attenzione, chi ti dà lavoro deve spiegarti i rischi e tenere a disposizione tappi o cuffie protettive, anche se in quel momento non sei ancora obbligato a usarli. È il primo livello di attenzione, quello dell'informazione.

Se il rumore sale ancora, le protezioni diventano obbligatorie, non più solo disponibili, e di solito viene messo in campo anche un piano per ridurre il rumore stesso, isolando macchinari, segnalando le zone più rumorose, valutando soluzioni tecniche.

C'è poi un livello che non va mai superato, in nessun caso: oltre quella soglia, l'azienda deve intervenire subito per riportare le cose sotto controllo, capire cosa è andato storto e correggerlo.

Un dettaglio utile da sapere: quando si valuta se un ambiente è troppo rumoroso, si guarda al rumore che c'è nell'aria, non a quello che arriva effettivamente al tuo orecchio sotto una cuffia protettiva. Le protezioni contano per proteggerti davvero, ma non "abbassano" ufficialmente il livello di rumore dell'ambiente.

I controlli medici: un diritto che spesso non si conosce

Nei livelli intermedi di esposizione, puoi chiedere tu stesso un controllo dell'udito, anche se non è automatico: basta farne richiesta. Nei livelli più alti, invece, il controllo periodico diventa una prassi normale, di solito una volta l'anno, proprio per accorgersi presto se qualcosa sta cambiando.

Vale la pena saperlo, perché è uno strumento a tua disposizione, non un fastidio burocratico: prima ci si accorge di un calo dell'udito, più facile è gestirlo bene.

Qualche accortezza pratica

Alcune cose semplici fanno una differenza reale nel tempo:

  • Usa le protezioni quando ti vengono fornite, anche se all'inizio danno fastidio: dopo un po' ci si abitua, e proteggono davvero.
  • Se lavori vicino a una fonte di rumore particolarmente forte anche solo per pochi minuti, indossa comunque i protettori: sono i picchi improvvisi a fare più danno di quanto sembri.
  • Segnala se senti fischi, ovattamento o difficoltà a capire le voci alla fine di un turno rumoroso: sono segnali che vale la pena raccontare, non da tenersi per sé.
  • Se ti viene offerto un controllo dell'udito periodico, fallo: richiede poco tempo e ti dà un quadro chiaro nel tempo.

Quando conviene sentire uno specialista

Se dopo una giornata rumorosa ti resta un fischio o senti meno bene e la cosa non passa in un paio di giorni, vale la pena farla controllare, senza allarmarsi ma senza rimandare troppo. E anche se il disturbo passa da solo, tienilo comunque a mente: il fatto che sparisca non significa sempre che non sia successo nulla, quindi se capita spesso è un buon motivo per parlarne con un medico. Se invece l'udito cala all'improvviso e in modo netto, meglio non aspettare: conviene farsi vedere il prima possibile.

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